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6 marzo 2010

PER ASPERA AD ASTRA

Oggi non parleremo del mondo Pharma, bensì di noi commerciali.
Il nostro è il lavoro più bello del mondo se no semplicemente non lo faremmo.
Contrariamente al comune pensiero, tipico dei non addetti ai lavori, la vendita forse inizia come un ripiego per molti ma rapidamente diventa un lavoro per pochi.
Per arrivare a brillare come stelle, la strada è all’inizio stretta e sicuramente in salita.
Ritengo che il venditore di razza emerga professionalmente perché alcune delle sue innate doti principali devono essere la fantasia, associata alla versatilità e alla voglia di imparare.
Un bravo commerciale, che dentro di se conserva queste qualità, secondo me può cimentarsi in qualunque lavoro nella vita.
La discussione di oggi è proprio relativa a questo punto di vista non convenzionale sulla figura del venditore:
cioè quella sfera del personale che racchiude i nostri più intimi interessi e attitudini, che sono poi quello che ci fa eccellere nella nostra splendida professione.
Penso capiti a tanti di noi, tornati a casa la sera e dopo aver passato il sacrosanto tempo con i nostri affetti, di rubare un po’ di ore al nostro sonno per studiare, leggere e documentarsi su argomenti e passioni che non troveremo, per forza, la mattina dopo al lavoro.
E allora cosa faremo un domani? Quale altro sentiero vorreste intraprendere come una sfida, oppure una gratifica per riveder ancora le stelle?

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