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25 ottobre 2010

Il futuro che …verrà.

Siamo al giro di boa dell’ultimo trimestre dell’anno, quello più importate di tutto l’anno, quello che ci fa fare la differenza.

Succede però che la macchina stia rallentando la sua corsa, per poi riprendere a scatti improvvisi, insomma ha bisogno di una messa a punto, più che una guida efficace. La macchina su cui saliamo tutti i giorni è il mercato, che ci presenta un orizzonte tipico della stagione pieno di nebbie e pozzanghere, di cui non conosciamo la profondità.  Rimanere alla guida e riuscire ad arrivare al traguardo non è facile, serve una squadra come quella della Ferrari, forse, un team affiatato e motivato , un prodotto che … si vende da solo ? No, non credo, la differenza sta dentro di noi , come giustamente ha detto Guido nel suo post, e solo in noi riusciamo a trovare tutto quello che serve per superare ogni ostacolo.

Penso però a come finirà questo anno. Fortunatamente bene per quanto mi riguarda, ma penso anche per pur finendo bene ho perso e continuo a perdere tante opportunità di crescita e sviluppo.  Guardo ai giovani che quotidianamente incontriamo e selezioniamo per raggiungere i nostri obiettivi, pieni di voglia di fare ma con una incertezza ed approssimazione nell’iniziare il percorso professionale ,veramente grande.

Guardo al nostro Paese e vedo un casino inenarrabile, una confusione da Torre di Babele, nulla di certo, di definito, di strutturato se non l’interesse personale di questa o quella fazione. In questo scenario pianifichiamo in questo periodo le previsioni di vendita del prossimo anno, e mi tornano alla mente slogan di un trentennio fa, …lotta dura senza paura…

Non c’è da aver paura se si affronta il percorso con uno sguardo diverso, un atteggiamento aperto e disponibile al cambiamento. Da gennaio perde chi non ha la capacità di cambiare, di scegliere ed attuare il prossimo passo in pochi istanti, perchè il domani ci porta necessariamente un cambiamento, rapido e ineluttabile.

Noi ed i nostri giovani dobbiamo pensare ed agire rapidamente non più solo con ideali di conquista e di espansione, ma con la severità del mantenimento e dello sviluppo sull’esistente ( sia esso mercato, cliente, prodotto ) rinnovando e misurando il nostro scenario a quello che ci sta arrivando da est e da ovest .

Gli stereotipi del lavoro fisso, della sicurezza, della pensione… sono parte di una dimensione passata.

Il futuro è oggi e noi dobbiamo dominarlo.

MR

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