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31 dicembre 2010

“In quel posto non va bene una donna”

“In quel posto non va bene una donna”.Per la Cassazione è reato di diffamazione.
Dalla Corte stop alle critiche di “genere”. Per i magistrati sono “lesive della dignità della persona e si pagano con la condanna penale ed il risarcimento dei danni”.
La sentenza riguardava la condanna di un giornalista e un sindacalista per le critiche alla direttrice del carcere di Arienzo (Caserta).

Diciamo che iniziamo le nostre discussioni, partendo in 4 !!!
Che ne dite?
Un saluto
Ilaria

risposte avute su Linkedin:

Marika Mannino • Ciao Ilaria,
se le sentenze ribadiscono la parità di genere nelle cariche ricoperte, la realtà quotidiana ci mostra come la discriminazione sia ovunque. Aleggia nei corridoi delle aziende, si sussurra (e neanche a voce così bassa ) nelle stanze HR e viene fuori negli episodi di mobbing.
Ci ritroviamo in una situazione in cui si da per assodato che alcune posizioni non possano essere ricoperte da donne.
Mi sono sempre chiesta: se il pensiero comune vede le donne in ruoli subordinati forse è perché è stato fatto uno studio in proposito??? E questo studio, ha per caso dimostrato l’incapacità o la peggiore performance di una donna rispetto ad un uomo di dirigere un carcere o una caserma militare, piuttosto che un’azienda metalmeccanica?
Beh, se questa ricerca esiste ed è di dominio pubblico, ditecelo e perdonateci l’ignoranza.
Una cosa però è certa: se da quasi due anni viviamo una situazione economica globale pervasa da una profonda crisi, possiamo perlomeno dire fieramente che non è colpa nostra!!

Marika

Klara Zejdlova • Devo dire che non ho nessuna esperienza in questo campo anche perchè preferisco essere libera in tutti i sensi. Anzi, non è vero. L’esperienza c’è, in modo un po nascosto. Quando cercavo lavoro, ho tolto lo “stato” dal mio CV. Non ho mai sentito dire “Serve un uomo” ma quando ho sentito “E qualle è il suo stato?” per me era la stessa cosa. Lo hanno mai chiesto ad un uomo? Ne ho grossi dubbi…
Ho anche un’esperienza positiva però. Pur essendo una donna sono riuscita ad entrare in un mondo maggiormente maschile – faccio l’interprete di calcio, Champions League. A nessuno interessa se sono una donna oppure un uomo, importante è essere bravi. E quando sento che sono più brava di tanti interpreti maschi….sono al settimo cielo. Con questo lavoro non porto avanti l’economia e, per fortuna, neanche aiuto ad approfondire la crisi, ma almeno faccio vedere ai maschi che anche sui “campi” loro le donne possono essere più brave.

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