Close

6 maggio 2011

Dimmi di no, ma almeno rispondi! Tell me not , but at least answer me !

Dalle Discussioni su Linkedin:

” Il rifiuto di una proposta diventa molto più forte quanto il silenzio che lo accompagna. I nostri prospects che dopo averci incontrato ci lasciano con la promessa di risentirci a breve e poi svaniscono nella nebbia alimentano una sensazione di fastidio e rabbia nel vedere assimilato il nostro continuo contatto ad una perdita di tempo.
Il nostro tempo dedicato ad avere anche una semplice ed educata risposta non è giudicato all’altezza della situazione. Che ne pensate ?

The rejection of a proposal became much stronger than the silence that follows.
Our prospects have met us and after they leave us with the promise of quick and resent to vanish in the mist feeding a sense of annoyance and anger at seeing treated our continued contact to a waste of time. Our time spent to get even a simple and polite answer is not considered to the occasion.
What do you think? “

One Comment on “Dimmi di no, ma almeno rispondi! Tell me not , but at least answer me !

simone
16 maggio 2011 a 22:49

Caro Marco,
mi fa piacere che tu abbia introdotto questo argomento. Ovviamente sono assolutamente d’accordo con cio’ che sostieni, tra l’altro anche io lavoro nel settore dell’ ICT e seguendo una fascia di clienti poco dimensionati, spesso mi ritrovo davanti a richieste di “preventivi” apparentemente banali da parte di chi li formula, ma dietro ai quali ci sono spesso ore di progettazione, di analisi, configurazioni, etc…Il nostro settore in particolare e’ in continua e rapida evoluzione, nuove release, calcoli dimensionali per prevedere quanto piu’ possibile continuita’ di servizio e minor impatto sulla struttura operativa del cliente, ricerca del prezzo migliore legato a campagne promozionali di brand e distributori e disponibilita’ del materiale, sono tutti aspetti assolutamente non considerati dal committente che spesso e volentieri una volta visionata l’offerta (ovviamente sempre urgentissima!!!), si eclissa tranquillamente solo per il gusto di aver dato risposta ad una sua forma di curiosita’ del tipo: “Quanto mi costerebbe sostituire o ristrutturare il sistema informativo della mia azienda?” e la conseguente risposta post-offerta: “Bene ora lo so, ma non faro’ nulla, tanto ho lavorato fino ad ora in queste condizioni e non vedo nessuna urgenza(a parte il ns. preventivo!!!), nel dover cambiare, ci ripensero’ l’anno prossimo…”(quando nel ns. settore in un anno la tecnologia, le soluzioni hw e sw possono radicalemente cambiare e ci vedrebbero quindi costretti a 12 mesi di distanza a dover rifare completamente il progetto…). Ovviamente questa e’ l’ipotesi migliore, in quella peggiore infatti il cliente ci ringrazia cortesemente per la ns. proposta e poi, sulla base del ns. progetto inizia a faxare richieste di preventivo a tutte le aziende che operano nel settore ICT nel raggio di 500 kilometri, in una sorta di proposta all’asta senza nemmeno preoccuparsi piu’ di tanto della professionalita’ delle societa’ alle quali si rivolge, tanto si sa, che il primo problemino post installazione che si presenta e’ sufficiente per respingere le ri.ba.

Fino a qualche anno fa chi lavorava nel settore informatico veniva considerato un vero professionista, ma da quando il pc e’ (giustamente) entrato nella vita quotidiana di tutti si e’ andati incontro ad un impoverimento ed un deprezzamento di chi opera in tale settore, confondendo le soluzioni professionali dedicate alle aziende, al pc venduto in ogniddove a prezzi “da volantino” e che “…ormai anche mio nipote che va a scuola e’ in grado di installarmi questo hardware o quel software…”
Mi scuso per le considerazioni pessimistiche fino ad ora riportate, so di certo ed ho imparato che nel nostro lavoro di commerciali non possiamo fermarci al primo rifiuto, ma dobbiamo stare sul pezzo costantemente, ma quello che davvero mi provoca fastidio e’ proprio la non considerazione di tutto il lavoro e la professionalita’ che c’e’ dietro alcune soluzioni proposte. Per recuperare un po’ di immagine, da tempo sostengo che bisognerebbe iniziare a fatturare anche i preventivi di un certo tipo come “rimborso delle attivita’ di analisi e consulenza svolte e mirate a quella particolare soluzione” e non dare sempre per scontato che essendo il nostro lavoro debba essere tutto gratuito e dovuto.
Non so se in altri settori si manifestano gli stessi meccanismi.Mi farebbe piacere conoscere e confrontarmi con altri “colleghi” e sapere cosa pensano di questo argomento.
Per ora ringrazio tutti quelli che hanno voluto leggere fin qui le mie considerazioni ed auguro un mondo di vendite proficue e soddisfacenti a tutti.

Rispondi