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1 luglio 2013

Guest Post: Nicola D’Amato – Successo e Comunicazione Intrapersonale

The Boiler room è probabilmente uno dei film piu visti da chi lavora nelle vendite.

L’idea di lavorare in un ambiente dinamico, giovane,ma soprattutto fare tanti soldi e avere successo sono tra le motivazioni che riscontro in tutti i venditori che stimo.

L’inizio di questo film e’ memorabile, il protagonista racconta

“I read this article a while back, that said that Microsoft employs more millionaire secretary’s that any other company in the world. They took stock options over Christmas bonuses. It was a good move. I remember there was this picture, of one of the groundskeepers next to his Ferrari. Blew my mind. you see shit like that, and it just plants seeds, makes you think it is possible, even easy. And then you turn on the TV, and there’s just more of it. The $87 Million lottery winner, that kid actor that just made 20 million on his last movie, that internet stock that shot through the roof, you could have made millions if you had just gotten in early, and that’s exactly what I wanted to do: get in. I didn’t want to be an innovator any more, i just wanted to make the quick and easy buck, i just wanted in. The Notorious BIG said it best: “Either you’re slingin’ crack-rock, or you’ve got a wicked jump-shot.” Nobody wants to work for it anymore. There’s no honor in taking that after school job at Mickey Dee’s, honor’s in the dollar, kid. So I went the white boy way of slinging crack-rock: I became a stock broker.”

L’idea e’la stessa che spinge le persone a credere che basta una tisana per perdere peso o per far crescere i capelli, “the easy way”, la via facile, veloce, la trasformazione che noi tutti vorremo senza pagare il prezzo per intero, ma con uno sconto notevole, dove i sacrifici sono proporzionalmente nulli rispetto ai risultati.

Un po’ come chi vince la lotteria, che solo per aver comprato un biglietto di pochi euro si ritrova a vivere  in un sogno dove tutto e’ possibile, dove nessun desiderio rimane insoddisfatto, quello che poi tutti noi vogliamo, perche’ tutti noi abbiamo desideri e tutti noi lavoriamo e viviamo per raggiungerli.Non per niente diciamo dell’uomo di successo che e’ un “uomo arrivato”, sottointendendo l’idea di viaggio, di percorso, tuttavia quello che noi sempre desideriamo e’ una scorciatoia.

Personalmente non ho mai trovato nessun shortcut, non credo che esista, ma credo che possiamo spingere un po’ sull’acceleratore e arrivare a destinazione piu’ velocemente, cosi come hanno fatto altri uomini di successo.

Troppe volte pensiamo che sia necessario chissa’ quale dono naturale, e certamente se pensiamo agli uomini icona del successo del ns secolo, Steve Jobs e Bill Gates, non erano stupidi ma non mi pare che siano dei geni e comunque misurare l’intelligenza e’ vago, quello che conta sono i risultati e come eventualmente viene usata l’intelligenza.

E’chiaro che servono anche delle conoscenze specifiche per eccellere in un determinato campo, ma alla fine quello che conta sono le nostre azioni che producono risultati.

Premessa quindi l’importanza di avere definito chiaramente un obiettivo, un goal, un sogno, il successo nel raggiungerlo dipende non tanto dal possedere una dote particolare, ma semplicemente dal nostro potere di indirizzare il nostro pensiero e le nostre azioni verso quel preciso risultato.

 

Ma cosa influenza il nostro pensiero e quindi le nostre azioni? Che strumento ognuno di
noi ha a disposizione per esercitare questo potere ? La risposta e’ comunicazione.

D’altronde se la comunicazione influenza addirittura masse di consumatori, di elettori, credenti e interi popoli, la comunicazione deve avere anche potere su di noi come individui.

Grandi leader e grandi persone di successo hanno in comune proprio questo, la capacita’ di comunicare, creando emozioni e influenzando le azioni degli ascoltatori, questa potremmo definirla come comunicazione esterna.

Esiste anche la comunicazione interna, quella che avviene al nostro interno, quella  che ti spinge in palestra a fare quella ripetizione in piu’, a correre quel km in piu’, ad alzare il telefono per un’altra telefonata o che invece ti fa arrendere, ti fa posticipare quella telefonata, ti fa mangiare quel pezzo di torta, che lavora contro i tuoi goal.

La comunicazione interna, intrapersonale,  e’ spesso sottovalutata e parlarne fa pensare a movimenti new-age o qualcosa di esoterico o complesso, ma basta guardarne gli effetti e la semplice connessione con le nostre azioni per capire che invece e’ importantissima.

Un esercizio da implementare immediatamente che consiglio e che sto seguendo e’ quello innnanzitutto di essere coscienti di questa comunicazione interna, e di chiedersi durante le nostre conversazioni se si tratta di una conversazione utile al nostro successo o no?

Evitiamo di auto-sabotarci con pensieri negativi,  facciamo della nostra voce interna il nostro miglior coach, quello che spinge a fare di piu’, ad alzare l’asticella ogni giorno, ad agire coerentemente con i nostri goal e non contro.

Personalmente utilizzo 2 strumenti e li utilizzo guidando la mattina al lavoro che ho visto e’ uno dei momenti in cui ho sempre delle conversazioni con me stesso:

  1. Penso alle cose di cui sono grato alla vita, anche se sono sempre le stesse, tipo essere sano ( hai mai pensato, magari quando hai avuto un mal di denti lancinante,  a quanto diamo per scontato il fatto di stare in salute e a quanto siamo fortunati ogni giorno senza dolore ,mentre negli ospedali tanta gente soffre?)
  2. Musica.  Quella che ti fa muovere la testa, quella che ti da buone emozioni. Per me il genere che riesce a farlo in maniera piu’diretta e’ il genere Trance, che ho conosciuto qui in Olanda, di cui Ferry Corsten  ha detto : “Trance is the kind of music that puts smiles on peoples faces. It’s designed to make people feel great and forget about the trouble that they may face every day.” Un esempio: York & Steve Brian – Salida Del Sol  http://youtu.be/vePqzaYevcY

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