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9 novembre 2017

Social Selling : aumentare i follower, si ma non per forza.

follower e troll

Social Selling : aumentare i  follower, si ma non per forza. Domande sull’uso distorto dei social network rispetto all’azione di social selling.

Alzi la mano chi di voi, iniziando la sua presenza sui social media, non ha provato personale compiacimento nel ricevere like e follower ai propri post ed anche la silenziosa soddisfazione nel vedere crescere il numero delle persone che sembrano seguirci sui social network.

Le regole e gli algoritmi di queste piattaforme, progettati per attirare e sollecitare attenzione, ci illudono di essere diventati famosi e di avere acquisito la capacità di poter influenzare migliaia di persone con le nostre condivisioni. L’illusione della notorietà genera consensi? Ed il consenso non genera reputazione? Ma la reputazione che si basa su una conoscenza effimera che valore ha?

Se sono solo i like richiesti e distribuiti industrialmente a fare la differenza ecco allora perché migliaia, milioni di persone passano il loro tempo a cliccare su icone di altre persone per chiedere un contatto diretto su linkedin, facebook, etc.. Persone che mai si conosceranno e con cui mai avranno un reale contatto diretto. Davvero è cosi facile diventare influenti?

Tutto sommato questa moda di accrescere contatti è il lato buono, quello cattivo é quando si entra in rete creandosi una identità parallela, usando il nome di una persona inventata che riesce ad attirare attenzione ed influenzare non solo persone qualsiasi ma anche politici, istituzioni, governi. Sono i “creatori di troll” usati per dileggiare personaggi reali in ogni mercato ed istituzione, in grado di mettere aziende contro altre aziende, facendo sembrare assolutamente reale quello che reale non è mai stato.

Ecco appunto, abbiamo scoperto che con le tecnologie digitali non solo le interazioni cliente-venditore sono facilitate e velocizzate ma anche il loro lato oscuro, il rovescio della medaglia, l’interpretazione personalistica e forzata di quello che vuole essere una realtà apparente e posticcia, creata su misura per fini illeciti.

Di cosa ci meravigliamo se in ogni network si offre a pochi euro la possibilità di far crescere a sei zeri il numero dei nostri follower? E quando ci sono personaggi che si spacciano per esperti ed amici di personaggi famosi che mai li hanno conosciuti?

Quali sono le regole che dobbiamo rispettare per poter utilizzare questi strumenti, nel modo migliore ma, senza alterarne lo spirito di condivisione per cui sono stati progettati? È una questione di coscienza ed onestà o di opportunismo ed ambizione?

In tutto questo il social selling è vittima o complice?

A mio modo di vedere, la risposta si può trovare semplicemente fermandosi a valutare l’azione social per quello che rappresenta. Un supporto alla realtà mediante l’uso dei social network. Se la realtà di partenza è artefatta così lo sarà ancora di più la sua divulgazione e promozione sui social media e l’azione di social selling si troverà a promuovere l’equivalente valore. Ma ogni azione virtuale o reale è generata da persone, e sono le persone a manifestare quello che sono o fingono di voler essere.

Coscienza, consapevolezza, lealtà, trasparenza, collaborazione, condivisione sono gli elementi che si sprigionano o meno dai contenuti che produciamo e per cui siamo valutati e seguiti.

Elementi da tenere in considerazione nel valutare i messaggi e le offerte che giorno dopo giorno trasmettiamo sulle pagine web in tutto il mondo, con l’ambizione di coinvolgere  nuove persone, come nuovi follower, per iniziare a seguirci sul nostro percorso.

E voi come vi proponete nella ricerca di nuovi follower ? Industriale o mirata? Quantità vs Qualità ?

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