Gli stereotipi sulle donne di potere

Prendiamo spunto dall’articolo di Jenna Goudreau su Forbes per elencare una serie di stereotipi molto diffusi sulle donne di potere, tra cui le manager. Benché ci siano settori e ambiti dove la presenza femminile è ancora fortemente limitata, è innegabile che nelle posizioni di vertice negli ultimi anni le donne sono aumentate. Sempre più sotto i riflettori e sulle copertine dei giornali le “icone di emancipazione”: donne potentissime che, almeno in occidente, ricoprono posizioni chiave. Qualche nome? Oprah Winfrey (media), Christine Lagarde (finanza), Dilma Rousseff (politica).

Ciascuno di noi conosce donne potenti, anche in Italia. Donne che ce l’hanno fatta, spesso  pagando un prezzo molto alto in termini di sacrifici e scelte personali. Nei loro confronti, ci ricorda Goudreau, gli stereotipi si sprecano. È come se a livello di subconscio collettivo, ci fossero dei pregiudizi dettati magari dall’invidia o dallo scetticismo circa le loro effettive capacità. Vediamoli insieme.

1 – Regina di ghiaccio. Come Miranda Priestly, l’algida direttrice editoriale del romanzo e poi film “Il diavolo veste Prada” (il personaggio tra l’altro si ispira a una donna reale che ha esattamente questa fama, Anna Wintour di Vogue America). Lo stereotipo vuole che simili donne facciano di tutto per mascherare le proprie emozioni e i sentimenti sul lavoro perché sembrerebbero sinonimo di debolezza.

2 – Single e sola. Le statistiche in effetti mostrano che molte donne in carriera sono state costrette a rinunciare a una famiglia, ma non si può generalizzare, anche perché non tutte le donne desiderano fare figli. In ogni caso, se parlare di acrobazie è un eufemismo, si dovrebbe definire queste donne delle “eroine contemporanee”. Carriera, potere e famiglia: sì, molte ce la fanno a fare tutto. Chapeau.

3 – Tosta. Un aggettivo molto diffuso. “Quella donna è proprio tosta”. Detto altrimenti: tenace, determinata, imperterrita. Ma anche: rigida, severa, che non guarda in faccia a nessuno. Una specie di caterpillar insomma.

4 – Fragile e dipendente da qualcuno. È pur sempre una donna, quindi fragile, non va dimenticato (le lacrime di Elsa Fornero hanno del resto fatto scorrere fiumi d’inchiostro e polemiche). E poi non si è “fatta da sola”. “È arrivata lì perché ce l’hanno messa”. “È una figlia d’arte”. “Il frutto del lavoro di un team”. E via dicendo…

5 – Mascolina. Sia nel look – tailleur senza fronzoli, pantaloni, giacche squadrate e poco vistose – sia nel carattere – dure, ciniche, concentrate solo sui risultati, magari qualche parolaccia come intercalare (il turpiloquio in azienda non è forse virile?). In poche parole una “virago” che ha ereditato il peggio del carattere maschile, senza accorgersi però che in questo modo mortifica gli aspetti di solito più apprezzati della femminilità. Una donna di potere come una manager dovrebbe essere una donna a tutti gli effetti, almeno quando non scimmiotta lei stessa un certo modo di essere uomo, forse per insicurezza.

6 – Sleale. Ha trafficato, architettato, tramato, imbrogliato (e chi più ne ha più ne metta) per ottenere quella posizione, come le matrone dell’antica Roma. Nulla a che vedere insomma con la sua bravura e le sue capacità ma piuttosto un’attitudine alla spregiudicatezza e alla slealtà.

7 – Troppo emotiva. Nulla a che vedere con la sensibilità. In quanto donna c’è il rischio che non sappia ponderare bene e con freddezza le situazioni e sia vittima delle emozioni, positive o negative.

8 – Arrabbiata. La psicanalisi ha spesso affrontato il tema della rabbia femminile, frutto del soffocamento dell’aggressività nell’educazione delle bambine. Se ricopre un incarico di potere e di prestigio è perché ha dovuto combattere duramente, quindi, di fatto, è un serpente velenoso sempre pronto a mordere.

9 – Una quota. È lì perché fa parte di una categoria protetta. Perché è giusto che ci siano un po’ di donne per essere equi o più semplicemente politically correct. Punto e basta.

10 – Una cheerleader. Appariscenti, seducenti, brillanti. Delle showgirl che fanno colore e che hanno saputo conquistare quella posizione grazie al loro fascino. Qualcuno si spinge oltre, ma questa è un’altra storia.

 

Cosa pensate di questi pregiudizi? Quali secondo voi sono più duri e in che modo si possono combattere?  

Copyright and Property of this Article Donne Manager Italia, Women

Società proprietaria del marchio MrDico (www.mrdico.com) ci ha richiesto la segnalazione di profili per la creazione di una rete di vendita per TUTTE le regioni Italiane. Il profilo richiesto è per Agenti di Vendita Senior, gli interessati possono acquisire ulteriori informazioni inviando il proprio profilo nell’Area SalesPersons Agency for Professionals ( blu ) di questo sito web.

INFO

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>